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martedì 31 gennaio 2012
Con il decreto firmato dal ministro della Giustizia Paola Severino, entro il 31 marzo 2013 tutti gli "manicomi criminali" dovranno essere chiusi. Ma manca poco più di un anno: che ne sarà dei 1500 ospiti ?
Con l'approvazione del decreto sulle carceri, firmato dal ministro della Giustizia Paola Severino, entro il 31 marzo 2013 tutti gli ospedali psichiatrici giudiziari dovranno essere chiusi. Con una relazione condotta sullo stato degli OPG in Italia, Ignazio Marino, presidente della Commissione d’inchiesta sul Servizio Sanitario Nazionale ha dichiarato in Senato che le condizioni di tali strutture "offendono la coscienza civile del Paese", e che pertanto dovranno essere definitamente smantellate per fare posto a strutture più adeguate e sicure.
Eppure, da anni gli OPG non balzavano agli onori della cronaca, pur celando dietro le loro impenetrabili mura una situazione di estrema precarietà, fatta di sovraffolamento, abusi e cure non prestate.
Conosciuti anche come "manicomi criminali", metà tra un carcere e un ospedale psichiatrico, sono i luoghi dove vengono "ricoverati" i prosciolti per infermità mentale, detenuti ritenuti socialmente pericolosi, persone sottoposte a misure di sicurezza provvisoria, ma anche minorati psichici e imputati soggetti a perizia psichiatrica.
In italia gli OPG sono sei: da Aversa a Castiglione delle Stiviere, passando per Reggio Emilia, Bercellona di Pozzo di Grotto, Montelupo Fiorentino e Napoli. Tutti accomunati dal problema del sovraffollamento - la situazione peggiore a Reggio Emilia, dove i detenuti sono 279 a fronte di una capienza massima di 132 persone - della mancanza di cure adeguate e di condizioni igienico-sanitarie inimmaginabili, in netta violazione delle normative europee.
Una realtà che - dopo l'entrata in vigore della Legge Basaglia - non ci si aspetterebbe mai di ritrovare ancora viva. A causa delle infinite proroghe delle misure cautelari e dei continui rinvii delle perizie psichiatriche, può accadere che la permanenza in un OPG si protragga per mesi o addirittura anni, senza che il detenuto sia sottoposto ad assistenza psichiatrica o quanto meno a una valutazione che attesti la necessità di permanenza in tali strutture.
Numerosi sopralluoghi hanno portato alla luce casi di abbandono, violenze e - talvolta - anche vere e proprie torture ai danni degli internati costretti a letti di contenzione, sedazione continua e isolamento.
Cosa succederà dopo il 31 marzo 2013? Regioni ed Enti Locali sono già chiamati dal Governo a predisporre servizi e strutture alternative per il trasferimento dei pazienti: Oltre mille persone, dovranno in comunità di accoglienza dove riceveranno cure adeguate, per cercare poi di rientrare nel proprio contesto di vita famigliare e di comunità. Ma manca poco più di un anno: che ne sarà dei 1500 ospiti degli OPG se le promesse dei Comuni non verranno mantenute?
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lunedì 30 gennaio 2012
Non ti fanno lo scontrino? e tu Tassa.li.com !!!
Non ti fanno lo scontrino? e tu Tassa.li!
Sono ormai sulla bocca di tutti le miracolose visite a sorpresa, e sicuramente poco gradite ai negozianti e proprietari di bar e ristoranti di Cortina, Roma e Milano, degli uomini dell’Agenzia dell’Entrate. Dopo il passaggio della Guardia di Finanza, gli scontrini si sono magicamente materializzati e gli incassi lievitati con incrementi del 400%, come nel caso di Cortina. A Milano, invece, si scopre(ma forse non ci stupisce più di tanto) che addirittura un commerciante su tre non emette lo scontrinoNon ci vuole molto a capire che gli evasori fiscali sono tantissimi e sono un vero e proprio cancro per il nostro paese. A dire basta ci ha pensato Edoardo Serra, un giovane ingegnere del Politecnico di Torino.
Infatti, per denunciare l’evasione fiscale adesso non c’è solo il numero della finanza, ma per i cittadini dotati di un pc, un I-Phone, I-Pad o di smartphone con sistema Android, la segnalazione può viaggiare online e non ha il valore di una denuncia. Come funziona? Basta visitare il sito Tassa.li.com e compilare i dati, ad esempio il luogo in cui è stata omessa la ricevuta fiscale, la somma evasa e il tipo di merce o il servizio. Una volta terminato questo passaggio, i dati appaiono sulla mappa del sito. Tutto questo nell’assoluto anonimato sia di chi ha inoltrato la segnalazione e di chi ha frodato il fisco(anche se è comunque identificabile!).
Il sito è uno strumento molto interessante, anche se certamente non scientifico, per mappare l’evasione. Ma soprattutto serve a far sentire il fiato sul collo ai furbetti dell’evasione. Il contatore generale del sito indica la ragguardevole cifra di oltre 17 mila segnalazioni in otto mesi, per un totale di somme evase di quasi 2,7 milioni di euro. Noi di The Scribblerist abbiamo già segnalato un evasore milanese e dobbiamo ammettere che è stato molto bello, civile e liberatorio.
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sabato 28 gennaio 2012
ATTENZIONE esperti dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia avvisano: nei prossimi giorni scosse di magnitudo fino a 6 gradi Richter.
Dopo la paura di ieri, è quella di oggi una giornata di controlli e verifiche in Emilia, in particolare nelle province di Parma e Reggio, per la nuova forte scossa di terremoto, di magnitudo 5.4, avvenuta ieri pomeriggio alle 15.53 a 60,8 km di profondità, con epicentro in una zona dell'Appennino parmense compresa fra Corniglio, Berceto e Monchio delle Corti. Sono seguite altre scosse di assestamento non avvertite dalla popolazione.
Immediate insomma le verifiche a tappeto in tutta la zona: il bilancio stilato a sera parla di qualche danno, anche alla Reggia di Colorno già toccata dal precedente terremoto, ma nessun ferito a parte qualche contuso nella fuga o qualche lieve attacco di panico. Per precauzione, comunque, chiuse le scuole in tutto il Parmense, alcune anche nel Reggiano, a Montecchio e Castelnovo Sotto.
Una scossa forte, dunque, ma anche molto profonda: 60,8 chilometri, contro i circa 33 di quella di mercoledi'. E un sisma così profondo, ''inusuale per la nostra regione'', viene facilmente avvertito in un'area molto estesa, ''ma allo stesso tempo attutisce la sua forza e le sue conseguenze'', spiega l'ingegner Demetrio Egidi, responsabile della Protezione civile dell'Emilia-Romagna. Altre scosse sono state registrate alle 16.23, a 63,6 km di profondita' (magnitudo 2.7), e alle 16.34 (3.2). ''Si tratta - aggiunge Egidi - di un evento sismico distinto rispetto all'episodio di due giorni fa, in linea con la classificazione sismica tipica di quel territorio''.
Gli esperti: ora uno sciame sismico
Siamo in presenza di uno sciame sismico nell'appennino emiliano, "ed è possibile che ci siano altre scosse, anche più forti", ha detto all'Agi il sismologo dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia Salvatore Barba. "È stato un terremoto particolarmente profondo - spiega il sismologo - molto più della media della zona che è di 25-30 chilometri (questo è localizzato a oltre 60 chilometri di profondità, ndr), e questo ha sicuramente attutito l'effetto. Ricordiamo che all'Aquila la profondità fu di appena 7 chilometri. La magnitudo è elevata, ma in questa zona sono possibili magnitudo anche più forti, fino a 6 gradi Richter. E vista la frequenza elevata con cui registriamo scosse nella zona - ha ribadito il sismologo dell'Ingv - è possibile che ce ne siano altre".
Una scossa forte, dunque, ma anche molto profonda: 60,8 chilometri, contro i circa 33 di quella di mercoledi'. E un sisma così profondo, ''inusuale per la nostra regione'', viene facilmente avvertito in un'area molto estesa, ''ma allo stesso tempo attutisce la sua forza e le sue conseguenze'', spiega l'ingegner Demetrio Egidi, responsabile della Protezione civile dell'Emilia-Romagna. Altre scosse sono state registrate alle 16.23, a 63,6 km di profondita' (magnitudo 2.7), e alle 16.34 (3.2). ''Si tratta - aggiunge Egidi - di un evento sismico distinto rispetto all'episodio di due giorni fa, in linea con la classificazione sismica tipica di quel territorio''.
Gli esperti: ora uno sciame sismico
Siamo in presenza di uno sciame sismico nell'appennino emiliano, "ed è possibile che ci siano altre scosse, anche più forti", ha detto all'Agi il sismologo dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia Salvatore Barba. "È stato un terremoto particolarmente profondo - spiega il sismologo - molto più della media della zona che è di 25-30 chilometri (questo è localizzato a oltre 60 chilometri di profondità, ndr), e questo ha sicuramente attutito l'effetto. Ricordiamo che all'Aquila la profondità fu di appena 7 chilometri. La magnitudo è elevata, ma in questa zona sono possibili magnitudo anche più forti, fino a 6 gradi Richter. E vista la frequenza elevata con cui registriamo scosse nella zona - ha ribadito il sismologo dell'Ingv - è possibile che ce ne siano altre".
venerdì 27 gennaio 2012
Terremoto oggi 27 gennaio 2012 al Nord Italia. Sisma di 5.4, gradi della scala Richter
Un'altra forte scossa di terremoto, oggi 27 gennaio 2012, a pochi giorni da quella avvenuta al nord Italia, ha fatto impaurire i cittadini della Grecia. Confermato il valore 5,2 della scala Richter. Un altro terremoto avvertito in Toscana, epicentro in provincia di Genova, scosse intense molto vicine l'una dall'altra. Ed è il secondo sisma importante avvenuto in meno di una settimana. Per fortuna che quello di alcuni giorni fa al nord non provocò vittime. Ancora bisogna capire se in Grecia ci sono stati danni o vittime, fatto sta che si avanza l'ipotesi della profezia di Raffaele Bendandi.
L'associazione dedicata a lui, formata prevalentemente da sismologi, avrebbe predetto il prossimo terremoto in Italia, intorno alla data compresa tra il 5 ed il 6 aprile 2012. Un terremoto devastante che dovrebbe colpire non poche nazioni, tra cui l'Italia. Raffaele Bendandi è stato sismologo, da tempo legato allo studio degli effetti della luna sulla terra. Lo studio è matematico, Raffaele Bendandi ha predetto due forti terremoti, il 2 gennaio 1924 dove predisse quello delle Marche dove sbaglio di due giorni. In più predisse quello del Friuli nel 1976. Terremoto sentito anche in Toscana, su Facebook e Twitter è mobilitazione generale per cercare di capire l'epicentro, ma potrebbe essere lo stesso di quello di Creta. In Italia, invece, la scossa alle è stata avvertita intorno alle ore 15.00 in gran parte del Nord Italia. L'epicentro questa volta è stato a Modena, ancora non si hanno rilievi esatti e precisi. Nuova scossa avvertita distintamente a Milano e in gran parte della Lombardia....
domenica 22 gennaio 2012
No all’amianto in Valle Camonica
No all’amianto in Valle Camonica. No perché sarebbe sicura fonte di rischi annunciati e un pericolo per il territorio, i cittadini e le attività turistiche di tutta la Valle.
Un’ipotesi assurda e senza senso! Sulla scorta poi, di troppi errori già commessi in passato! Parlo di tutti gli impianti non coerenti con la tipologia del territorio e con la vocazione anche turistica che sono stati concessi con leggerezza in passato. Impossibile..basta progetti speculativi sulla salute della gente!
Non solo gli abitanti di Gianico, ma anche quelli dei comuni limitrofi, anche gli amministratori, anche il senatore dell'Italia dei Valori Gianpietro De Toni di Edolo, l'assessore regionale Monica Rizzi e quello provinciale all'Ambiente Stefano Dotti.
E' stato un vero e proprio "assalto" quello che andato in scena durante tutta la giornata di ieri a Gianico, dove sono stati allestiti 4 banchetti di raccolta firme contro l'impianto di inertizzazione dell'amianto che la ditta Ferriere Scabi vorrebbe costruire nella zona industriale del piccolo comune camuno.
Oltre 5 mila le firme di persone contrarie all'impianto, una cifra incredibilmente alta considerando la velocità con cui sono state raccolte. Un sintomo significativo di quanto la gente tema questo genere di impianti, un messaggio fortissimo nei confronti dei decisori che siederanno nei banchi della conferenza dei servizi che dovrà esprimersi.
L'umore della gente? Battagliero, a dir poco. I residenti si dicono pronti a tutto pur di difendere il loro territorio.
L’ipotesi proposta è di aprire un impianto di “inertizzazione” dell’amianto ( impianto che si basa su processi fisico-chimici e termici atti a trasformare l’amianto in composti inerti ) in alcuni capannoni a Gianico
una relazione stilata da esperti che mostra come nel processo di smaltimento dell’impianto non siano previsti “trattamenti preliminari del materiale (come la macinazione)” e come la “durata del trattamento e i livelli termici da raggiungere” sarebbero fonte inequivocabile di impatti ambientali difficili da gestire.
Vale lo stesso per trasporti, movimentazione interna allo stabilimento, consumi di carburanti, prelievo di acque superficiali o di falda, controllo delle emissioni – continua l’articolo – fibre volatili e ricadute di emissione. Da considerare anche l’inasprimento della viabilità in valle per la congestione del traffico a causa dei mezzi pensati in transito. Manca, in sostanza, un impianto pilota che permetta di valutare pienamente pro e contro del processo proposto.
È già chiaro in sé che la mancanza di vento in bassa valle causa il ristagno pesante di tutti i fumi trattenendoli sul territorio e in caso di problemi l’impatto, in questo contesto, sarebbe enorme e disastroso con ricadute agghiaccianti su territorio, cittadini e turismo, attività che in valle ferve e si sviluppa attivamente in tanti e diversi ambiti.
No all’amianto in Valle Camonica, no al prevalere degli interessi privati sul bene di quelli pubblici!
Un’ipotesi assurda e senza senso! Sulla scorta poi, di troppi errori già commessi in passato! Parlo di tutti gli impianti non coerenti con la tipologia del territorio e con la vocazione anche turistica che sono stati concessi con leggerezza in passato. Impossibile..basta progetti speculativi sulla salute della gente!
Non solo gli abitanti di Gianico, ma anche quelli dei comuni limitrofi, anche gli amministratori, anche il senatore dell'Italia dei Valori Gianpietro De Toni di Edolo, l'assessore regionale Monica Rizzi e quello provinciale all'Ambiente Stefano Dotti.
E' stato un vero e proprio "assalto" quello che andato in scena durante tutta la giornata di ieri a Gianico, dove sono stati allestiti 4 banchetti di raccolta firme contro l'impianto di inertizzazione dell'amianto che la ditta Ferriere Scabi vorrebbe costruire nella zona industriale del piccolo comune camuno.
Oltre 5 mila le firme di persone contrarie all'impianto, una cifra incredibilmente alta considerando la velocità con cui sono state raccolte. Un sintomo significativo di quanto la gente tema questo genere di impianti, un messaggio fortissimo nei confronti dei decisori che siederanno nei banchi della conferenza dei servizi che dovrà esprimersi.
L'umore della gente? Battagliero, a dir poco. I residenti si dicono pronti a tutto pur di difendere il loro territorio.
L’ipotesi proposta è di aprire un impianto di “inertizzazione” dell’amianto ( impianto che si basa su processi fisico-chimici e termici atti a trasformare l’amianto in composti inerti ) in alcuni capannoni a Gianico una relazione stilata da esperti che mostra come nel processo di smaltimento dell’impianto non siano previsti “trattamenti preliminari del materiale (come la macinazione)” e come la “durata del trattamento e i livelli termici da raggiungere” sarebbero fonte inequivocabile di impatti ambientali difficili da gestire.
Vale lo stesso per trasporti, movimentazione interna allo stabilimento, consumi di carburanti, prelievo di acque superficiali o di falda, controllo delle emissioni – continua l’articolo – fibre volatili e ricadute di emissione. Da considerare anche l’inasprimento della viabilità in valle per la congestione del traffico a causa dei mezzi pensati in transito. Manca, in sostanza, un impianto pilota che permetta di valutare pienamente pro e contro del processo proposto.È già chiaro in sé che la mancanza di vento in bassa valle causa il ristagno pesante di tutti i fumi trattenendoli sul territorio e in caso di problemi l’impatto, in questo contesto, sarebbe enorme e disastroso con ricadute agghiaccianti su territorio, cittadini e turismo, attività che in valle ferve e si sviluppa attivamente in tanti e diversi ambiti.
No all’amianto in Valle Camonica, no al prevalere degli interessi privati sul bene di quelli pubblici!
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